FAQ    Privacy e                                                     Videosorveglianza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(D) Come faccio a mettere a norma un impianto di videosorveglianza già esistente?
(R) Se l’impianto è già istallato, per non incorrere nelle sanzioni, bisognerebbe disinstallarlo e chiedere autorizzazione al dipartimento provinciale del lavoro. Si ricorda che l’accertamento da parte della DPL della mancata autorizzazione all’installazione può comportare la sanzione (penale) dell’ammenda o dell'arresto, nei casi più gravi le pene dell'arresto e dell'ammenda sono applicate congiuntamente.

 

(D) Posso installare all’interno della mia attività (bar, tabacchi, farmacia ecc.) un monitor rivolto verso l’utenza, come deterrente? 

(R) No, non è possibile, infatti rivolgendo il monitor verso l’utenza, si consente a chiunque di visualizzare le immagini acquisite tramite il sistema       installato e ciò è in contrasto con l’obbligo per il titolare del trattamento. 

 

(D) Per quanto tempo si devono mantenere le immagini registrate?

(R) Le immagini vanno conservate per un massimo di 24 ore ad eccezione di festività o chiusura di uffici o esercizi. Le immagini andranno cancellate automaticamente allo scadere del termine previsto.

 

(D) Quanti monitor posso istallare?

(R) Quanti ne occorrono l’importante che non sono visibili a tutti, ma solo a chi ha accesso ai dati.

 

(D) Se non ho dipendenti sono obbligato a presentare richiesta di autorizzazione?
(R) In questo caso non avendo dipendenti non si ricade negli obblighi dettati dalla legge 300/70 sui lavoratori, ma avendo comunque a che fare con un sistema di videosorveglianza interno ed esterno che registra in modo continuativo delle immagini, deve comunque effettuare tutti gli adempimenti per ottenere autorizzazione. La comunicazione al dipartimento provinciale del lavoro si verifica quando c’è almeno un lavoratore dipendente. In questo caso l’impianto di videosorveglianza non ricade nella fattispecie dettata dalla legge 300/70 bensì in quella relativa alla Privacy.

 

(D) Il titolare di una attività può installare una videosorveglianza che gli controlla il parcheggio privato dove i clienti lasciano il proprio mezzo in sosta?

(R) La videosorveglianza dei parcheggi è possibile se l’area di competenza è definita come area di proprietà con accesso da parte del pubblico esterno. Quindi c’è l’obbligo della cartellonistica prima del raggio d’azione delle telecamere con dimensione adeguata ad una corretta informativa. Rimane invariata l’obbligatorietà imposta per il trattamento dei dati (autocancellazione, nomina del trattamento dei dati di chi può accedere alle immagini, ecc).

 

(D) Dove va posizionato il DVR?
(R) Il DVR va messo sottochiave, disposto esclusivamente in area riservata al rappresentate responsabile della visione delle immagini.

 

(D) Quanti cartelli recanti l'informativa in forma semplificata vanno istallati?

(R) Il numero dei cartelli da collocarsi prima del raggio di azione della telecamera, varia dal numero delle telecamere istallate e dalla vastità dell'area.

 

(D) Chi decide di installare una telecamera all’interno della propria abitazione deve rispettare la normativa privacy (apporre cartello, gestire un’informativa completa …)?
(R) No, se un privato utilizza un sistema di videosorveglianza all’interno della propria abitazione e non diffonde o comunica sistematicamente le immagini acquisite, non sarà tenuto ad osservare gli obblighi imposti dalla normativa privacy, ad eccezione del profilo della sicurezza, l’angolo visuale delle riprese deve essere comunque limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza escludendo ogni forma di ripresa, anche senza registrazione di immagini, relativa ad aree comuni (cortili, pianerottoli, scale, garage comuni) ovvero ad ambiti antistanti l’abitazione di altri condomini”.

 

(D) Quale normativa si applica ai sistemi di videosorveglianza?

(R) I sistemi di videosorveglianza per per essere utilizzati devono rispettare le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori (L. 300/1970), dalla normativa sulla Privacy (D.lgs. 196/03) e dal Provvedimento Generale in materia di Videosorveglianza (Provvedimento in materia di Videosorveglianza - 8 aprile 2010).

 

(D) Il datore di lavoro può avvalersi di soggetti esterni per l’utilizzo degli impianti di videosorveglianza?

(R) SI, il datore di lavoro può avvalersi di collaboratori esterni (istituti di Vigilanza), ma dovrà trattarsi di un numero delimitato di soggetti. Inoltre, occorrerà individuare diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore (es. registrare, copiare, cancellare, spostare l'angolo visuale, modificare lo zoom, ecc.).

 

(D) Quali sanzioni vengono applicate in caso di violazione?
(R) Sono previste sanzioni amministrative e penali.
Per esempio: una sanzione amministrativa da € 6mila a € 36mila euro è prevista per omessa o inidonea informativa all’interessato (art. 161 D.lgs.196/03). Per l’illecito controllo a distanza del lavoratore, è previsto l’arresto da 15 giorni a un anno o l’ammenda da € 154 a € 1.549 (L.300/1970).

 

(D) Quando è possibile installare le Telecamere negli Ospedali o Case di Cura?
(R) Le telecamere possono essere installate in caso di controllo di ambienti sanitari e il monitoraggio di pazienti ricoverati in particolari reparti o ambienti (rianimazione, reparti di isolamento). Dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti per salvaguardare la dignità delle persone malate. I monitor non possono essere collocati in locali liberamente accessibili al pubblico e le immagini possono essere accessibili solo al personale autorizzato.

 

(D) Cosa prevede la normativa in caso di installazione di Telecamere nel Condominio?
(R) Le telecamere di Videosorveglianza possono essere installate sulle parte comuni solo con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore (i cosiddetti millesimi) dell’edificio. Le telecamere possono riprendere solo le aree comuni da controllare (accessi, garage ) evitando la ripresa di aree non rilevanti (strade, edifici, esercizicommerciali ecc.). Le zone videoriprese dovranno essere segnalate con appositi cartelli. I dati raccolti (riprese, immagini) devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza che ne 
consentano l’accesso alle sole persone autorizzate (titolare, responsabile o incaricato del trattamento). Le registrazioni possono essere conservate per un periodo limitato tendenzialmente non superiore alle 24-48 ore.


(D) Se in un’azienda è stato istallato un impianto per la videosorveglianza della porta e del cancello di accesso, quali obblighi vigono per queste riprese non registrate? 
(R) Le uniche regole da adempiere sono: posizionare opportuna cartellonistica leggibile prima del raggio d’azione della telecamera permettendo a coloro che entrano nell’area videosorvegliata di essere informati; se le porte controllate sono interne l’importante è che inquadri esclusivamente l’accesso senza influire su altre aree che possono interessare la cosiddetta “postazione di lavoro” (lettore di badge compreso). Non essendoci registrazione non valgono le regole dell’autocancellazione e password (deducendo vi sia uno o più monitor collegati in diretta o tramite un ciclico/quadrivisore).
 
(D) Posso comperare in internet il materiale e istallarlo?
(R) Si è possibile acquistare il materiale. Il DM 37/08 definisce i requisiti tecnico professionali che le aziende devono possedere per poter operare in campo della sicurezza. Per quanto riguarda gli impianti elettronici (antintrusione, videosorveglianza e controllo accessi) bisogna avere l’abilitazione corrispondente alla lettera B. E’ comunque sempre il committente il responsabile di quanto installato: se l’installazione non è fatta da azienda abilitata e non è stata rilasciata dichiarazione di conformità, l’impianto non è a norma e può essere sanzionabile; in caso di responsabilità
 il committente si prende in carico tutto l’onere. 

 

(D) Si possono istallare telecamere finte come scopo deterrente, con l’obiettivo quindi di allontanare possibili malviventi?
(R) L’utilizzo di un finto sistema di videosorveglianza, oltre ad essere una interpretazione pericolosa e non ammessa dalla normativa, è anche una responsabilità in carico al titolare della proprietà. Nel caso invece, in cui l’area non richieda impianto di videosorveglianza perché superfluo ai fini della sicurezza, nessun tipo di telecamera (nemmeno finta) è ammessa.L’informativa è sempre obbligatoria, che sia vera o finta la telecamera deve essere segnalata con appositi documenti.Idem vale per autorizzazioni di DPL e Sindacati: nel caso in cui vi sia un impianto di videosorveglianza, vero o finto che sia, i dipendenti hanno il diritto di richiederne l’autorizzazione in capo al titolare. 

 

(D) Le telecamere istallate per strada dai negozianti sono legali?
R) Se il negoziante è sprovvisto di cartellonistica è, ovviamente, illegale e sanzionabile secondo quanto imposto dalla legge, così pure se il cartello è presente ma occultato o non debitamente compilato.Il cittadino in questo caso può sporgere querela in quanto non si tratta di violazione dello statuto dei lavoratori ma verso soggetto privato non legato in alcun modo con il negoziante. 

 

(D) Chi è la figura Titolare nella Privacy?
(R) E' la persona fisica o giuridica a cui spettano decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati.

 

(D) Chi è la figura Responsabile nella Privacy?
(R) Il responsabile è designato dal titolare, il quale gli impartisce istruzioni a cui il responsabile si deve attenere e rendere conto periodicamente.

 

(D) Chi è la figura Incaricato nella Privacy?
(R) Persona fisica autorizzata a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal responsabile.

 

(D) Quando ci si rivolge alla D.T.L.

(R) Quando in un'azienda ci sono dipendenti, quando non sono stati eletti rappresentanti sindacali (RSA-RSU) o quando pur essendoci i
 rappresentanti sindacali non si è trovato un accordo in relazione all'utilizzo dell'impianto di videosorveglianza.

 

(D) L'autorizzazione ha una scadenza?
(R) Mantiene la sua validità fintanto che nulla cambi nella configurazione dell'impianto. In caso di modifiche è opportuno comunicare alla DTL le variazioni che si intendono apportare, affinchè l'Ufficio abbia modo di intervenire sul provvedimento di autorizzazione rilasciato con integrazioni o sostituzioni.

 

(D) Quando si rivela un'attività a cui è già stata rilasciata autorizzazione, cosa si deve fare?
(R) Quando cambia la ragione sociale, il soggetto subentrante deve provvedere a richiedere, mediante istanza, il rilascio di una nuova autorizzazione, segnalando eventuali modifiche che venissero fatte all'impianto.

 

(D) La disciplina sulla videosorveglianza si applica anche quando l'impianto non registra le immagini?
(R) Si

 

(D) Quanti cartelli recanti l'informativa in forma semplificata vanno istallati?
(R) Il numero dei cartelli da collocarsi prima del raggio di azione della telecamera, varia dal numero delle telecamere istallate e dalla vastità dell'area.

 

(D) Ripetute rapine possono far allungare i tempi di conservazione delle immagini?
(R) Si

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