FAQ    LE DOMANDE  più 

                         FREQUENTI  IN QUESTA SEZIONE

 

FAQ  Nebbiogeno

Curiosità e domande più frequenti relativo

 

(D) La Nebbia può causare danni?

(R) La nebbia è assolutamente innocua per tutti i tipi di materiali, incluso il cibo e, soprattutto, per le persone e gli animali. Si ricorda che il liquido utilizzato è certificato IMQ.

(D) Come si elimina la Nebbia?

(R) Anche se la Nebbia è così densa da non permettere la visuale, essa viene eliminata con circa 20 minuti di ventilazione dei locali.

Inoltre, la visibilità è negata per circa mezz'ora in un'area non ventilata, quindi è improbabile che il ladro si trattenga all'interno del locale fino all'arrivo delle forze dell’ordine.

(D) Cosa offre in più la protezione nebbiogena rispetto al classico sistema d'allarme?

(R) L'impianto nebbiogeno è un completamento “attivo” dell'impianto d’allarme. Infatti, a differenza del classico impianto d’allarme, che si limita ad avvisare del furto il proprietario e/o le forze dell’ordine permettendo nel frattempo ai ladri di agire indisturbati, il sistema nebbiogeno satura il locale di nebbia in meno di 20 secondi bloccando l’accesso all'interno del locale.

Inoltre, il sistema può essere utilizzato lecitamente anche per sventare aggressioni o attacchi (antirapina), predisponendo il locale con le apposite vie di fuga.

(D) Come si disinserisce l'impianto?

(R) L'impianto è programmato ad intervenire più volte durante il tentativo di furto e può essere interrotto solo con il disinserimento.

(D) Il sistema nebbiogeno può essere installato come centrale d'allarme autonoma?

(R) Si, pur essendo il sistema nebbiogeno un complemento “attivo” al sistema d'allarme tradizionale, è possibile l’autonoma istallazione.

(D) Il sistema nebbiogeno quanto consuma?

(R) Il consumo di energia elettrica è pari a quello di una lampadina ad incandescenza. Inoltre, il contenitore contenente il fluido di emissione è abbastanza economico.

(D) Come scegliere il tipo di modello da istallare?

(R) L'Istallatore calcola le dimensioni del locale da proteggere, considerando anche le sue particolarità, in modo da predisporre una soluzione personalizzata ad ogni esigenza. 

(D) Se viene staccata l'alimentazione elettrica il sistema funziona?

(R) Il funzionamento è comunque assicurato dalle batterie di backup all’interno dell’impianto. Inoltre, all'atto dell'intrusione, il centro di controllo può immediatamente avvisare i vigili del fuoco per evitare un loro intervento in caso la nebbia dovesse fuoriuscire dai locali protetti.

(D) Come viene prodotta la nebbia?

(R) La nebbia è un vapore secco prodotto da una miscela di acqua e glicole alimentare che viene iniettata attraverso un impianto riscaldante. Funziona seguendo lo stesso principio delle macchine nebbiogene utilizzate nei teatri e  nelle discoteche.

(D) Quanto costano le ricariche e ogni quanto tempo bisogna cambiarle?

(R) Le ricariche del fluido sono economiche e il prezzo varia in base alla dimensione dell’impianto. Inoltre,  vengono sostituite dopo un certo numero di utilizzi  che variano in base a parametri soggettivi, impostati al momento dell’istallazione, quale ad esempio i metri quadri della zona da proteggere.

(D) Come evitare falsi allarme?

(R) Il sistema nebbiogeno viene attivato da un impianto antintrusione, ed è progettato per non generare false attivazioni per causa propria.

Inoltre, lo stesso sistema nebbiogeno utilizza fino a 3 comandi diversi di attivazione: se, ad esempio, si attiva il sistema d'allarme, la nebbia non partirà fino a quando tutti i comandi d'ingresso collegati non verranno attivati.

(D) Posso controllare il funzionamento dell'impianto nebbiogeno?

(R) Si, è possibile controllare lo stato e il funzionamento del proprio impianto attraverso una semplice app.

 

 

FAQ   Domotica

Curiosità e domande più frequenti relativo

 

 

POSSIEDO UN APPARTAMENTO CON IMPIANTO ELETTRICO TRADIZIONALE. POSSO RICONVERTIRLO IN CHIAVE DOMOTICA?

Oggi è possibile, infatti, grazie alla miniaturizzazione i componenti elettronici del Sistema Domus Mind possono essere inseriti nelle pulsantiere già esistenti.

La Sua casa sarà al passo con i tempi ed invidiata dai Suoi ospiti.

IN UNA CASA DOMOTIZZATA DEVO ESSERE UN ESPERTO INFORMATICO PER ESEGUIRE ANCHE LE FUNZIONI PIU' BANALI?

Al contrario! Una volta impostati i parametri ottimali che consentono benessere, comfort e sicurezza tutto avviene in modo automatico, senza muovere un dito! Una semplice scheda, collocata nel vano impianti, provvede ad ogni esigenza. Ciò proprio a vantaggio di coloro che non hanno dimestichezza con la tecnologia, come per esempio le persone anziane.

VORREI UNA CASA SOPRATTUTTO COMODA DOVE LA TECNOLOGIA C'E' MA NON SI VEDE. E' POSSIBILE?

Certamente, la tecnologia oggi può essere occultata negli elementi d’arredo: la vostra abitazione non sarà una strana sequenza di apparecchiature per il cui utilizzo è necessario un corso d’istruzione! Al contrario! Finalmente, con Domotica Design, la tecnologia è un'amica che si sostituisce a noi semplificandoci la vita: monitora in modo costante tutte le utenze elettriche, rileva eventuali anomalie e le segnala con messaggi acustici o visivi, tramite gsm o e-mail se non siamo presenti in casa; esegue automaticamente una serie di operazioni quotidiane ripetitive e noiose (come per esempio chiudere tutte le persiane, accendere o spegnere le luci, creare la temperatura ideale nelle stanze, ecc…).

PROGETTARE E REALIZZARE IMPIANTI DI DOMOTICA RICHIEDE TEMPI PIU' LUNGHI RISPETTO A QUELLI DEGLI IMPIANTI TRADIZIONALI?

Assolutamente no. Al contrario, i tempi sono certi, la realizzazione è lineare e veloce proprio perché nulla è lasciato al caso ma è il risultato di un iter procedurale ben preciso:

  1. Approccio con il Cliente: proponiamo inizialmente una visita presso il nostro show-room, affinchè l’effettivo fruitore dei servizi e/o colui che abiterà l’edificio possa rendersi conto di ciò che è possibile tecnicamente realizzare.
    Durante la visita si potrà assistere ad una dimostrazione delle diverse applicazioni, della versatilità e potenzialità del nostro sistema.
  2. Definizione del livello di automazione, cioè quali impianti, tra i diversi visionati durante la dimostrazione, il committente è intenzionato ad effettuare nell’edificio o in parte di esso, dei comparti che si vogliono tenere sotto controllo nell’immediato o in futuro (cioè realizzare delle predisposizioni per future integrazioni).
  3. Presa visione del lay-out su pianta: Ciò ci permette di valutare i vincoli dovuti all’arredo ed alla gestione degli spazi dell’edificio.
  4. Progettazione di massima dell’architettura del sistema, con computo indicativo dei costi: i nostri tecnici proporranno la soluzione ottimale sulla base delle indicazioni ricevute dal committente, quantificando costi e caratteristiche dell’intervento.
  5. Definizione dell’effettivo impianto da realizzare: il tutto, una parte, la predisposizione di ………..; in questa fase si prevedono e si predispongono le tubazioni o le linee necessarie.
  6. Progettazione esecutiva. I nostri tecnici prepareranno:
    Fogli di lavoro analitici per locale indicanti il posizionamento di tubi, scatolette, quadri, atti ad eliminare qualsivoglia malinteso con le maestranze che effettueranno le opere murarie e l’assistenza al personale operativo;
    Schemi per la posa del pre-infilato;
    Schemi elettrici uni filari.
  7. Esecuzione dei lavori di stesura del pre infilato.
  8. Posizionamento dei quadri di zona.
  9. Cablaggio del pre infilato alla morsettiera dei quadri, e dei frutti nelle scatolette.
  10. Collaudo con installazione delle Schede, della CPU ed eventualmente del PC – Supervisore

Questa procedura ci permette di eliminare gli errori e le dispersione di cantiere che sono tra le cause principali del protrarsi ad oltranza dei lavori.

CON TUTTA QUESTA TECNOLOGIA IN CASA SONO SOGGETTO A CONTINUI BOMBARDAMENTI ELETTROMAGNETICI?

Assolutamente no. La casa automatizzata, contrariamente a quanto si possa pensare, è sicuramente più ecologica ed attenta all’inquinamento elettromagnetico di qualsivoglia tradizionale appartamento.
I nostri impianti non utilizzano pulsantiere elettroniche e/o apparecchiature radiocomandate che di fatto sono “inquinanti“: al contrario utilizziamo semplici comandi in cui circolano solamente 12-24 volt in tensione continua.
I nostri tecnici non effettueranno mai il posizionamento di tali apparecchiature in prossimità del letto, anche nel caso in cui vi fossero risparmi di cablaggio. 
Con Domus Mind l’elettronica è opportunamente cablata e schermata nei quadri elettrici posizionati ben lontani dai locali in cui l’utente vive.

COSA SUCCEDE IN CASO DI GUASTO AD UNA LINEA ELETTRICA? MI SI BLOCCA TUTTA LA CASA?

Questo è quello che succede normalmente in tutte le abitazioni con impianto elettrico non sezionato. Con Domus Mind, avendo effettuato un corretto sezionamento dell’impianto, è il computer stesso che svolge una funzione di auto diagnostica ed in caso di guasti mi segnala esattamente dove si è verificato il danno e qual è l’elemento da sostituire. I tecnici potranno così intervenire in modo tempestivo sul singolo componente prima che si compromettano altre parti dell’impianto o prima che venga meno la mia sicurezza all’interno della casa.

 

FAQ  IMPIANTI SICUREZZA

Curiosità e domande più frequenti relativo

 

POSSO CHIEDERE DI FARE UN IMPIANTO DI SICUREZZA CON UNA CERTA DISCREZIONE?
Sì è possibile previa richiesta, i lavori possono essere eseguiti direttamente dal Titolare.
IL SISTEMA E' DI FACILE UTILIZZO?

Sì, attivare e disattivare il sistema antifurto risulta semplice, meno complicato che utilizzare un telefonino o un bancomat. Le interfacce utilizzabili per effettuare tale operazione sono molteplici: la classica chiavetta a trasponder, il comando radiocomando, la tastiera a codice numerico, la console touch screen, infine strisciando il proprio dito sul lettore biometrico di impronte digitali.

UNA VOLTA CHE HO INSTALLATO IL MIO IMPIANTO E' COSTOSO IL MANTENIMENTO?

No assolutamente, basta attivare un contratto di assistenza con pochi euro al mese e non esistono problemi.
SE MI CAPITA QUALCHE PROBLEMA DI NOTTE O DI DOMENICA COME LO RISOLVO?

I nostri impianti sono tutti a norma di legge e dopo 8 minuti di suono consecutivo della sirena, in caso di guasto, si bloccano. Inoltre, per coloro che attivano uno dei nostri contratti di assistenza, interviene l'assistenza tecnica, attiva 24 ore su 24 per 365 giorni l’anno, se necessario, anche con l’intervento di un tecnico.
E' POSSIBILE COMANDARE IL SISTEMA ANTIFURTO QUANDO SI è FUORI CASA?

Certamente, le operazioni da remoto sono attuabili tramite una semplice telefonata, digitando il proprio codice di accesso e seguendo le istruzioni della voce guidata. Utilizzando la App MyTecnoalarm per IOS e Android è possibile gestire in piena sicurezza tutti i programmi di inserimento, leggere tutti gli eventi memorizzati della centrale e comandare carichi a distanza.

SE VA VIA LA CORRRENTE L'IMPIANTO SI SPEGNE?

Se va via la corrente ci sono le batterie tampone con un'autonomia di circa 2 giorni. Inoltre, se avete attivo il contratto di telecontrollo, sarete avvertiti della mancanza di corrente e successivamente della batteria scarica tramite sms ed e-mail.

E' POSSIBILE CHE QUALCUNO RIESCA AD INDIVIDUARE IL CODICE A SEGUITO DI UNA SERIE DI TENTATIVI?

No, dopo un numero preimpostato di tentativi  non è più possibile digitare il codice  per un tempo predeterminato. Il tentativo di accesso con codice falso causa l'invio di una segnalazione al nostro centro di teleassistenza ed è individuato da un led sulla tastiera. Sono comunque programmabili ulteriori azioni di avviso.

POSSO INIZIARE FACENDO UN IMPIANTO PICCOLO E POI AMPLIARLO SUCCESSIVAMENTE?

Certamente.
STIAMO RISTRUTTURANDO CASA: DOBBIAMO PENSARE ANCHE ALL'IMPIANTO DI ALLARME? E' COSTOSA LA PREDISPOSIZIONE?

In fase di ritrutturazione è molto utile predisporre anche l'impianto di allarme. Si potrà progettare in modo otttimale un impianto filare con percorsi dedicati e separati dagli altri impianti domestici (luce, antenna, telefono)  raggiungendo tutte le posizioni desiderate senza installazione visibile.  Il costo della predisposizione è marginale e comunque più che ripagato quando si passa all'installazione delle apparecchiature. Anche per la pre-diposizione è fondamentale la buona progettazione del sistema in base alle necessità specifiche del cliente.

 

 

FAQ  Videosorveglianza e Privacy

Curiosità e domande più frequenti relativo

 

(D) Come faccio a mettere a norma un impianto di videosorveglianza già esistente?
(R) Se l’impianto è già istallato, per non incorrere nelle sanzioni, bisognerebbe disinstallarlo e chiedere autorizzazione al dipartimento provinciale del lavoro. Si ricorda che l’accertamento da parte della DPL della mancata autorizzazione all’installazione può comportare la sanzione (penale) dell’ammenda o dell'arresto, nei casi più gravi le pene dell'arresto e dell'ammenda sono applicate congiuntamente.

(D) Posso installare all’interno della mia attività (bar, tabacchi, farmacia ecc.) un monitor rivolto verso l’utenza, come deterrente? 

(R) No, non è possibile, infatti rivolgendo il monitor verso l’utenza, si consente a chiunque di visualizzare le immagini acquisite tramite il sistema       installato e ciò è in contrasto con l’obbligo per il titolare del trattamento. 

(D) Per quando tempo si devono mantenere le immagini registrate?

(R) Le immagini vanno conservate per un massimo di 24 ore ad eccezione di festività o chiusura di uffici o esercizi. Le immagini andranno cancellate automaticamente allo scadere del termine previsto.

(D) Quanti monitor posso istallare?

(R) Quanti ne occorrono l’importante che non sono visibili a tutti, ma solo a chi ha accesso ai dati.

(D) Se non ho dipendenti sono obbligato a presentare richiesta di autorizzazione?
(R) In questo caso non avendo dipendenti non si ricade negli obblighi dettati dalla legge 300/70 sui lavoratori, ma avendo comunque a che fare con un sistema di videosorveglianza interno ed esterno che registra in modo continuativo delle immagini, deve comunque effettuare tutti gli adempimenti per ottenere autorizzazione. La comunicazione al dipartimento provinciale del lavoro si verifica quando c’è almeno un lavoratore dipendente. In questo caso l’impianto di videosorveglianza non ricade nella fattispecie dettata dalla legge 300/70 bensì in quella relativa alla Privacy.

(D) Il titolare di una attività può installare una videosorveglianza che gli controlla il parcheggio privato dove i clienti lasciano il proprio mezzo in sosta?

(R) La videosorveglianza dei parcheggi è possibile se l’area di competenza è definita come area di proprietà con accesso da parte del pubblico esterno. Quindi c’è l’obbligo della cartellonistica prima del raggio d’azione delle telecamere con dimensione adeguata ad una corretta informativa. Rimane invariata l’obbligatorietà imposta per il trattamento dei dati (autocancellazione, nomina del trattamento dei dati di chi può accedere alle immagini, ecc).

(D) Dove va posizionato il DVR?
(R) Il DVR va messo sottochiave, disposto esclusivamente in area riservata al rappresentate responsabile della visione delle immagini.

(D) Quanti cartelli recanti l'informativa in forma semplificata vanno istallati?

(R) Il numero dei cartelli da collocarsi prima del raggio di azione della telecamera, varia dal numero delle telecamere istallate e dalla vastità dell'area.

(D) Chi decide di installare una telecamera all’interno della propria abitazione deve rispettare la normativa privacy (apporre cartello, gestire un’informativa completa …)?
(R) No, se un privato utilizza un sistema di videosorveglianza all’interno della propria abitazione e non diffonde o comunica sistematicamente le immagini acquisite, non sarà tenuto ad osservare gli obblighi imposti dalla normativa privacy, ad eccezione del profilo della sicurezza, l’angolo visuale delle riprese deve essere comunque limitato ai soli spazi di propria esclusiva pertinenza escludendo ogni forma di ripresa, anche senza registrazione di immagini, relativa ad aree comuni (cortili, pianerottoli, scale, garage comuni) ovvero ad ambiti antistanti l’abitazione di altri condomini”.

(D) Quale normativa si applica ai sistemi di videosorveglianza?

(R) I sistemi di videosorveglianza per per essere utilizzati devono rispettare le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori (L. 300/1970), dalla normativa sulla Privacy (D.lgs. 196/03) e dal Provvedimento Generale in materia di Videosorveglianza (Provvedimento in materia di Videosorveglianza - 8 aprile 2010).

(D) Il datore di lavoro può avvalersi di soggetti esterni per l’utilizzo degli impianti di videosorveglianza?

(R) SI, il datore di lavoro può avvalersi di collaboratori esterni (istituti di Vigilanza), ma dovrà trattarsi di un numero delimitato di soggetti. Inoltre, occorrerà individuare diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore (es. registrare, copiare, cancellare, spostare l'angolo visuale, modificare lo zoom, ecc.).

(D) Quali sanzioni vengono applicate in caso di violazione?

(R) Sono previste sanzioni amministrative e penali.
Per esempio: una sanzione amministrativa da € 6mila a € 36mila euro è prevista per omessa o inidonea informativa all’interessato (art. 161 D.lgs.196/03). Per l’illecito controllo a distanza del lavoratore, è previsto l’arresto da 15 giorni a un anno o l’ammenda da € 154 a € 1.549 (L.300/1970).

(D) Quando è possibile installare le Telecamere negli Ospedali o Case di Cura?

(R) Le telecamere possono essere installate in caso di controllo di ambienti sanitari e il monitoraggio di pazienti ricoverati in particolari reparti o ambienti (rianimazione, reparti di isolamento). Dovranno essere adottati tutti gli accorgimenti per salvaguardare la dignità delle persone malate. I monitor non possono essere collocati in locali liberamente accessibili al pubblico e le immagini possono essere accessibili solo al personale autorizzato.

(D) Cosa prevede la normativa in caso di installazione di Telecamere nel Condominio?
(R) Le telecamere di Videosorveglianza possono essere installate sulle parte comuni solo con un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore (i cosiddetti millesimi) dell’edificio. Le telecamere possono riprendere solo le aree comuni da controllare (accessi, garage ) evitando la ripresa di aree non rilevanti (strade, edifici, esercizicommerciali ecc.). Le zone videoriprese dovranno essere segnalate con appositi cartelli. I dati raccolti (riprese, immagini) devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza che ne 
consentano l’accesso alle sole persone autorizzate (titolare, responsabile o incaricato del trattamento). Le registrazioni possono essere conservate per un periodo limitato tendenzialmente non superiore alle 24-48 ore.

(D) Se in un’azienda è stato istallato un impianto per la videosorveglianza della porta e del cancello di accesso, quali obblighi vigono per queste riprese non registrate? 
(R) Le uniche regole da adempiere sono: posizionare opportuna cartellonistica leggibile prima del raggio d’azione della telecamera permettendo a coloro che entrano nell’area videosorvegliata di essere informati; se le porte controllate sono interne l’importante è che inquadri esclusivamente l’accesso senza influire su altre aree che possono interessare la cosiddetta “postazione di lavoro” (lettore di badge compreso). Non essendoci registrazione non valgono le regole dell’autocancellazione e password (deducendo vi sia uno o più monitor collegati in diretta o tramite un ciclico/quadrivisore). 
(D) Posso comperare in internet il materiale e istallarlo?
(R) Si è possibile acquistare il materiale. Il DM 37/08 definisce i requisiti tecnico professionali che le aziende devono possedere per poter operare in campo della sicurezza. Per quanto riguarda gli impianti elettronici (antintrusione, videosorveglianza e controllo accessi) bisogna avere l’abilitazione corrispondente alla lettera B. E’ comunque sempre il committente il responsabile di quanto installato: se l’installazione non è fatta da azienda abilitata e non è stata rilasciata dichiarazione di conformità, l’impianto non è a norma e può essere sanzionabile; in caso di responsabilità
 il committente si prende in carico tutto l’onere. 

(D) Si possono istallare telecamere finte come scopo deterrente, con l’obiettivo quindi di allontanare possibili malviventi?

(R) L’utilizzo di un finto sistema di videosorveglianza, oltre ad essere una interpretazione pericolosa e non ammessa dalla normativa, è anche una responsabilità in carico al titolare della proprietà. Nel caso invece, in cui l’area non richieda impianto di videosorveglianza perché superfluo ai fini della sicurezza, nessun tipo di telecamera (nemmeno finta) è ammessa.L’informativa è sempre obbligatoria, che sia vera o finta la telecamera deve essere segnalata con appositi documenti.Idem vale per autorizzazioni di DPL e Sindacati: nel caso in cui vi sia un impianto di videosorveglianza, vero o finto che sia, i dipendenti hanno il diritto di richiederne l’autorizzazione in capo al titolare. 

(D) Le telecamere istallate per strada dai negozianti sono legali?

R) Se il negoziante è sprovvisto di cartellonistica è, ovviamente, illegale e sanzionabile secondo quanto imposto dalla legge, così pure se il cartello è presente ma occultato o non debitamente compilato.Il cittadino in questo caso può sporgere querela in quanto non si tratta di violazione dello statuto dei lavoratori ma verso soggetto privato non legato in alcun modo con il negoziante. 

(D) Chi è la figura Titolare nella Privacy?

(R) E' la persona fisica o giuridica a cui spettano decisioni in ordine alle finalità, alle modalità del trattamento di dati personali e agli strumenti utilizzati.

(D) Chi è la figura Responsabile nella Privacy?

(R) Il responsabile è designato dal titolare, il quale gli impartisce istruzioni a cui il responsabile si deve attenere e rendere conto periodicamente.

(D) Chi è la figura Incaricato nella Privacy?

(R) Persona fisica autorizzata a compiere operazioni di trattamento dal titolare o dal responsabile.

(D) Quando ci si rivolge alla D.T.L.

(R) Quando in un'azienda ci sono dipendenti, quando non sono stati eletti rappresentanti sindacali (RSA-RSU) o quando pur essendoci i
 rappresentanti sindacali non si è trovato un accordo in relazione all'utilizzo dell'impianto di videosorveglianza.

(D) L'autorizzazione ha una scadenza?

(R) Mantiene la sua validità fintanto che nulla cambi nella configurazione dell'impianto. In caso di modifiche è opportuno comunicare alla DTL le variazioni che si intendono apportare, affinchè l'Ufficio abbia modo di intervenire sul provvedimento di autorizzazione rilasciato con integrazioni o sostituzioni.

(D) Quando si rivela un'attività a cui è già stata rilasciata autorizzazione, cosa si deve fare?

(R) Quando cambia la ragione sociale, il soggetto subentrante deve provvedere a richiedere, mediante istanza, il rilascio di una nuova autorizzazione, segnalando eventuali modifiche che venissero fatte all'impianto.

(D) La disciplina sulla videosorveglianza si applica anche quando l'impianto non registra le immagini?

(R) Si

(D) Quanti cartelli recanti l'informativa in forma semplificata vanno istallati?

(R) Il numero dei cartelli da collocarsi prima del raggio di azione della telecamera, varia dal numero delle telecamere istallate e dalla vastità dell'area.

HOME            Indietro

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
© LPN IMPIANTI Srl-cr P.Iva: IT 03897980714